Pubblicato: maggio 1, 2011 Filed under: Letterariamente, sproloqui Lascia un commento »
Percorrere una strada, poi un’altra, poi un’altra
sentire che la terra è estranea, non ti culla, non ti appartiene
e vivere in un tempo sospeso e in nessun luogo
perché dove sei nato rimane tutto uguale
e quando torni è come se gli altri avessero dormito un grande sonno
come se l’isola avesse fermato questo incanto
trattenuto nell’aria salina del vento, nella ceramica esposta al sole
e io non so chi va e chi resta.
Ce soir, j’attends Madeleine…
Pubblicato: ottobre 31, 2010 Filed under: Letterariamente, Traduzione Lascia un commento »
o di come quello che traduci si insinua di nascosto nelle tue giornate.
Pubblicato: ottobre 28, 2010 Filed under: Intermezzo, Letterariamente, memory of lost times, sproloqui Lascia un commento »
Sim, sei bem
Que nunca serei alguém.
Sei de sobra
Que nunca terei uma obra.
Sei, enfim,
Que nunca saberei de mim.
Sim, mas agora,
Enquanto dura esta hora,
Este luar, estes ramos,
Esta paz em que estamos,
Deixem-me crer
O que nunca poderei ser.
Fernando Pessoa
Di notte
Pubblicato: novembre 29, 2008 Filed under: Letterariamente | Tags: Letteratura italiana contemporanea, Medicamenta, Patrizia Valduga, Poesia Lascia un commento »
Sa sedurre la carne la parola,
prepara il gesto, produce destini…
E martirio è il verso,
è emergenza di sangue che cola
e s’aggruma ai confini
del suo inverso sessuato, controverso.
Patrizia Valduga, Medicamenta.
Mi scusi, per trovare Dio?
Pubblicato: novembre 26, 2008 Filed under: Letterariamente | Tags: Dio, maialino, Nyncke, Religioni, Schmidt-salomon Lascia un commento »«Mi scusi, per trovare Dio?», domandò il piccolo maialino è una fiaba di Michael Schmidt-Salomon, illustrata dal designer Helge Nyncke. In Germania viene pubblicata nell’ottobre del 2007, scatenando fin da subito reazioni contrastanti: alla folta schiera di filosofi, pedagoghi e psicologi, che trovano il libro “particolarmente prezioso quale antidoto all’indottrinamento religioso dei bambini”, si oppone niente meno che il Ministro tedesco per la Famiglia, Ursula von der Leyen, che chiede il ritiro del libro dal commercio, poiché rappresenta uno “scritto pericoloso per i giovani”. La Fondazione Giordano Bruno, con la quale l’autore collabora, lancia subito un appello: “Salvate il piccolo maialino”! Un grido che, in nome della libertà di pensiero, trova l’appoggio di molti sostenitori, finché, il 6 marzo, l’organo federale tedesco competente in materia ritiene di non dover ottemperare all’istanza del Ministero per la Famiglia. Il piccolo maialino viene così strappato al pericolo della censura!
Lungi dall’essere un libro “unidimensionale” che “ha in odio le religioni”, la storia del piccolo maialino e del piccolo riccio ha diversi livelli di lettura e propone una riflessione critica dell’ideologia che spesso si insinua nelle religioni. E lo fa con una delicata ironia, con una spassosa semplicità, che fa traballare le monolitiche certezze, recitate come vuote litanie, delle tre grandi religioni mondiali: il Cristianesimo, l’Ebraismo e l’Islamismo. Una critica “dal di fuori”, avanzata timidamente da un maialino e da un riccio, che sola permette, in potenza, un radicale ripensamento e una riforma profonda e “interna”.
Michael Schmidt-Salomon, «Mi scusi, per trovare Dio?», domandò il piccolo maialino, Asterios, 2008. Illustrazioni di Helge Nyncke. Traduzione di Francesco Pilastro.
Poetiche schegge
Pubblicato: novembre 15, 2008 Filed under: Intermezzo, Letterariamente | Tags: Letteratura, Patrizia Cavalli, Poesia Lascia un commento »Se ora tu bussassi alla mia porta
e ti togliessi gli occhiali
e io togliessi i miei che sono uguali
e poi tu entrassi dentro la mia bocca
senza temere baci disuguali
e mi dicessi: «Amore mio,
ma che è successo? », sarebbe un pezzo
di teatro di successo.
Patrizia Cavalli, Poesie, Einaudi, 1992.
L’ultima fatica di Herzog
Pubblicato: novembre 14, 2008 Filed under: cinema, Cultura | Tags: cinema, documentario, herzog, natura, trieste Lascia un commento »Science + Fiction è un festival del cinema di fantascienza, uno dei sempre più numerosi festival del cinema che animano Trieste negli ultimi tempi, offrendo spunti interessanti e piacevoli stimoli culturali.
Qui verrà presentato in anteprima, alle ore 22, l’ultimo documentario di Werner Herzog, “Encounters at the End of the World”. Un regista più che mai visionario e stimolante, di cui ricordiamo, tra gli altri, Nosferatu, il principe della notte, Aguirre, furore di Dio, che vede il regista collaborare con l’eccentrico Klaus Kinski, protagonista in diversi suoi film, oppure, più recente, il sorprendente Grizzly Man, un documentario girato in Alaska per un periodo che si estende dal 1990 al 2003 (!), che indaga sul rapporto (possibile?) tra l’uomo e la natura e tra l’uomo e il mondo, preoccupazione di molte delle sue opere.
“E’ un luogo dove la natura non è ancora completa… un luogo dove Dio, se esiste, ha creato con rabbia… anche le stelle nel cielo appaiono in confusione”
(Herzog a proposito della forsta amazzonica, durante le riprese di Fitzcarraldo)
Anteprime d’autunno
Pubblicato: ottobre 25, 2008 Filed under: Letterariamente | Tags: ci siamo quasi, Letteratura Lascia un commento »
Un soir de soleil couchant, d’air lointain, de cieux profonds ; et des foules confuses ; des bruits, des ombres, des multitudes ; des espaces infiniment étendus ; un vague soir…
Car sous le chaos des apparences, parmi les durées et les sites, dans l’illusion des choses qui s’engendrent et qui s’enfantent, un parmi les autres, un comme les autres, distinct des autres, semblable aux autres, un le même et un de plus, de l’infini des possibles existences, je surgis ; et voici que le temps et le lieu se précisent ; c’est l’aujourd’hui ; c’est l’ici ; l’heure qui sonne ; et, autour de moi, la vie ; l’heure, le lieu, un soir d’avril, Paris, un soir clair de soleil couchant, les monotones bruits, les maisons blanches, les feuillages d’ombres ; le soir plus doux, et une joie d’être quelqu’un, d’aller ; les rues et les multitudes, et, dans l’air très lointainement étendu, le ciel ; Paris à l’entour chante, et, dans la brume des formes inaperçues, mollement il encadre l’idée.

